Traduttore Tecnico: come diventarlo?

Un traduttore tecnico - scientifico, come si può già intuire dal nome, si occupa di tradurre e riadattare testi commerciali prevalentemente in ambito web.


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Chi è un traduttore tecnico?

In questo articolo andremo a scoprire insieme chi è il traduttore tecnico e che tipo di lavoro svolge.

Il traduttore tecnico è un professionista specializzato in traduzione e adattamento di testi e documenti tecnici come manuali d’uso, articoli scientifici e specifiche di prodotto. Il suo lavoro richiede molta precisione e una conoscenza approfondita del settore specifico. Per molti clienti, il traduttore tecnico è un elemento chiave all’interno di ampi progetti che prevedono l’espansione di attività sul mercato estero e, in generale, una condivisione di informazioni a livello internazionale. Ecco perché il suo deve necessariamente essere un lavoro di qualità.

Questa professione è molto settoriale nell’ambito delle traduzioni. Non molti sanno che c’è una grande differenza, per esempio, tra le traduzioni letterarie e quelle tecniche. Differenza che si rispecchia anche nelle tariffe di traduzione.

Vediamo quindi come diventare traduttore tecnico e quale percorso intraprendere dopo la laurea.

Che cosa fa il traduttore tecnico?

Precisamente, di cosa si occupa un traduttore tecnico? Ecco qui di seguito una risposta che ben sintetizza in poche parole questa professione:

Un traduttore tecnico si occupa di tradurre e riadattare testi tecnici commerciali prevalentemente in ambito web e documentazione tecnica.

Il traduttore tecnico è una figura professionale emersa per lo più nel corso degli ultimi anni in seguito alla crescente domanda di traduzioni di testi tecnici da pubblicare su magazine online e siti web informativi.

I traduttori tecnici sono molto richiesti per la loro abilità nel fornire rielaborazioni di testi ad elevato contenuto specifico. 

Per lavorare come traduttore in questo campo bisogna avere competenze linguistiche e specialistiche nel preciso settore in cui si sceglie di operare. Il mondo delle industrie tecniche è molto vasto, ragion per cui il traduttore dovrà specializzarsi su uno in particolare e mirare a diventare un vero esperto. 

È estremamente importante che il traduttore conosca alla perfezione la lingua straniera di riferimento in quanto un errore di traduzione potrebbe distorcere e compromettere il significato finale con ripercussioni anche molto gravi.

Traduttori Tecnici – Come diventarlo?

Qual è il percorso per diventare traduttori tecnici? In linea di massima le strade per diventare traduttore professionista sono due:

  • conseguire una laurea in lingue e letterature straniere
  • vivere all’estero per un periodo di tempo prolungato, sufficiente a incamerare perfettamente la lingua del posto.

Ma il titolo di studio e la dimestichezza con la lingua non bastano! Oltre a conoscere perfettamente la lingua, bisogna accumulare esperienza nelle materie tecniche che si vogliono a trattare. I traduttori tecnici sono dei veri e propri specialisti del settore. Ciò può avvenire tramite l’acquisizione di certificati di formazione oppure una laurea triennale in ambito tecnico, ma bisognerà aggiungere sempre tanta esperienza sul campo. 

Chi desidera diventare traduttore tecnico, deve essere consapevole del fatto che non sia un percorso semplice e veloce, in quanto richiede studio continuo e una discreta gavetta. Nonostante ciò, per chi è appassionato sia di lingue che di tecnologia, può essere un percorso molto entusiasmante. Se si ha la fortuna di avere sia l’attitudine linguistica che quella tecnica, nonché la giusta curiosità e dedizione, quella del traduttore tecnico è una professione molto gratificante.

Quali sono i requisiti per diventare traduttore tecnico?

Abbiamo parlato in maniera generica di quale possa essere il percorso per diventare traduttore tecnico. Vediamo adesso punto per punto quali requisiti è importante avere: 

  • Eccellente padronanza delle lingue di lavoro: un traduttore in genere è esperto nella sua lingua madre e in un determinato numero di lingue di destinazione. Di tutte deve conoscere perfettamente la grammatica, il lessico, la sintassi, i modi di dire, il background culturale ecc. 
  • Competenze tecniche specifiche: il traduttore dopo aver scelto il campo di pertinenza, deve studiare per diventare esperto in quel campo, se necessario conseguire un diploma, una laurea o comunque seguire corsi e approfondire la materia per padroneggiare in pieno non solo la terminologia ma anche le dinamiche tecniche.
  • Capacità di ricerca terminologica: l’esperienza e lo studio continuo affinano quella particolare capacità del traduttore tecnico di ricercare e individuare i termini specifici dell’ambito in cui lavora.
  • Conoscenza degli strumenti tecnologici: una parte importante del mestiere di traduttore è il corretto utilizzo degli strumenti messi a punto dalla tecnologia per supportare il suo lavoro, ottimizzare i tempi e facilitare le revisioni. Si tratta di strumentiCAT(Computer-Assisted Translation), SDL Trados, MemoQ e Wordfast, glossari linguistici ecc. 

Quale formazione è necessaria?

In Italia non esiste un albo dei traduttori, ed è possibile diventare traduttore seguendo percorsi anche molto diversi partendo dalla canonica iscrizione ad un corso di laurea in ambito linguistico fino ad arrivare alla formazione autonoma sul campo. 

Studi universitari 

Volendosi attenere al percorso “ortodosso” e cioè a quello accademico, per diventare traduttore tecnico è sicuramente utile conseguire una laurea in lingue e culture straniere. La più celebre in Italia è certamente Ca’ Foscari di Venezia, ma anche le università di Roma, Bologna, Firenze e Napoli offrono ottimi percorsi per lavorare nell’ interpretariato, nella mediazione linguistica e nelle traduzioni. Molto rinomato è anche il corso per traduttori e interpreti in scienze della mediazione linguistica intitolato a Carlo Bo e presente in cinque città italiane (Milano, Roma, Firenze, Bologna, Bari). Quest’ultimo offre anche certificazione specifiche di traduzione in ambito tecnico. Ma sono comunque tante le università italiane che propongono master in traduzione scientifica e tecnica specializzata.

Certificazioni

Un’altra strada è quella delle certificazioni professionali. In Italia, esiste la certificazione della professione per traduttori, interpreti e interpreti della lingua dei segni prevista dalla norma UNI 11591:2022.

Altre possibilità per certificare la propria figura di traduttori consistono nell’iscrizione al ruolo di Periti ed Esperti della Camera di Commercio nella categoria Traduttori/Interpreti e l’iscrizione all’albo dei Consulenti Tecnici d’Ufficio (CTU)  del Tribunale. 

Un altro importante passaggio potrebbe essere quello di iscriversi alle associazioni di categoria italiane o estere, come AITI (Associazione Italiana Traduttori e Interpreti), ANITI (Associazione Nazionale Italiana Traduttori e Interpreti), ATA (American Translators Association – associazione statunitense), CIOL (Chartered Institute of Luinguists – associazione del Regno Unito), ITI (Institute of Translation & Interpreting – associazione del Regno Unito) e molte altre.

Se si sceglie la strada di certificarsi all’estero, in Gran Bretagna c’è il Chartered Institute of Linguists che offre programmi di certificazione, negli Stati Uniti l’American Translators Association negli Stati Uniti, in Australia e Canada la National Accreditation Authority for Translators and Interpreters (NAATI). 

Chi intende essere certificato in più lingue, può tentare la certificazione per la traduzione delle Nazioni Unite (ONU) che prevede conoscenza di inglese, francese o lo spagnolo, il che aumenterà le chance di un impiego a livello governativo.

In sintesi, non esiste un percorso univoco per diventare traduttore e certificare le proprie competenze: le strade sono molteplici. Ognuno può scegliere quella più adatta a sé tenendo presente che per essere competitivi nel mercato è necessario un alto livello di competenza ed esperienza.

È necessario avere una laurea?

Tecnicamente, per diventare traduttori in Italia non è obbligatoria una laurea in lingue, ma di fatto per lavorare in questo ambito è necessario poter dimostrare le proprie competenze esibendo titoli e certificazioni. Diciamo che senza una laurea è molto più complesso convincere i clienti della propria qualità professionale ma è possibile farlo con una lunga e comprovata esperienza alle spalle, con certificazioni, ecc. Anche per diventare traduttore giurato con l’iscrizione all’albo dei consulenti tecnici dei tribunali è necessario avere un curriculum di un certo livello. Ecco perché la laurea in lingue non è indispensabile ma preferibile. 

Da sola però non è sufficiente: oltre a specializzazioni è necessaria molta pratica. Questa può essere la parte più difficile per un giovane laureato. nel paragrafo successivo vediamo alcuni consigli per accumulare esperienza.

Leggi anche: Traduzione tecnica: come e quando richiederla?

Come acquisire esperienza pratica?

Il dilemma per molti giovani laureandi e laureati è come muovere i primi passi, ossia come effettuare il fatidico passaggio dall’università al mondo del lavoro. 

Ciò vale maggiormente per la traduzione, mestiere che si impara e si perfeziona con la pratica. I manuali e le tecniche di traduzione studiate all’università servono fino ad un certo punto, poi, per intraprendere questo percorso, è necessario sperimentare in prima persona come tradurre un testo, più e più volte.

Come è possibile quindi costruirsi un bagaglio di competenze? Vediamo alcune basi di partenza utili a tale scopo:

  • esercitarsi da soli tramite appositi programmi online. 
  • contattare dei traduttori esperti offrendosi come collaboratori. 
  • costituire un gruppo di scambio con altri colleghi traduttori per scambiarsi consigli e conoscenze.
  • partecipare a manifestazioni letterarie come l’Autore Invisibile a Torino, le Giornate della Traduzione Letteraria di Urbino e la Giornata del Traduttore di Pisa, per creare nuovi contatti.
  • proporsi ad agenzie per stage e tirocini.

Come trovare lavoro: agenzia o freelance?

Traduttore Scientifico

Ora che abbiamo visto come diventare traduttore tecnico e i metodi per fare esperienza, prendiamo in esame i diversi tipi di carriera lavorativa che si possono intraprendere.

in generale, i possibili sbocchi lavorativi per un traduttore sono due:

  •  lavorare in un’agenzia di traduzioni
  •  lavorare come freelance.

Entrambe le soluzioni presentano vantaggi e svantaggi, per cui non esiste una soluzione migliore di un’altra nel mondo della traduzione. Tutto sta nel riuscire a capire quale possa essere il lavoro più adatto alle proprie competenze ed esigenze.

Chi lavora da collaboratore di agenzia di traduzioni ha il grande vantaggio di non doversi necessariamente procurare clienti e di avere uno stipendio mensile fisso. Di contro, dovrà sottostare a determinati orari e luoghi lavorativi e rispettare rigorosamente le date di consegna. Ovviamente parte del compenso pagato dal cliente, va condiviso con l’agenzia.

Il lavoro da libero professionista ha sicuramente il grande vantaggio di lasciare maggiore libertà espressiva, di assicurare un profitto completo rispetto al pagamento del cliente, e di conferire una certa libertà rispetto ai tempi e ai luoghi di lavoro. D’altro canto richiede molto tempo da dedicare nella ricerca di nuovi clienti e alla comunicazione con loro, e naturalmente non assicura entrate fisse su cui contare.

A livello intermedio tra queste due soluzioni, si collocano le agenzie di traduzione online.

Si tratta di agenzie che offrono servizi di traduzione a prezzi competitivi facendo affidamento su un vasto e differenziato team di professionisti che lavorano in remoto e sono specializzati nei più diversi ambiti tematici.

Proporsi ad un’agenzia di traduzione online potrebbe essere quindi la soluzione ideale per potersi assicurare entrate fisse senza rinunciare ad alcuni dei vantaggi della carriera da freelance.

Quanto guadagna un traduttore tecnico?

La professione di traduttore ha declinazioni così varie e diverse tra loro che è difficile fare una stima sul suo guadagno. La prima cosa da sottolineare, però, è la differenza nel trattamento economico tra un traduttore generico e un traduttore tecnico: quest’ultimo infatti si propone come professionista specializzato e pertanto guadagnerà di più rispetto a un collega senza particolari competenze.

Certamente, poi, lo stipendio di un traduttore tecnico varia in base all’esperienza e alla specializzazione.

I traduttori alle prime armi possono iniziare con tariffe più basse, mentre i professionisti affermati spesso riescono a negoziare tariffe significativamente superiori. Secondo alcune ricerche recenti, i professionisti con oltre dieci anni di esperienza arrivano a guadagnare anche il doppio rispetto ai principianti. Ma vediamo quali sono i fattori che incidono notevolmente sul guadagno di un traduttore:

  • Specializzazione: Settori tecnici come ingegneria tendono a essere meglio retribuiti.
  • Luogo di lavoro: le grandi città offrono maggiori possibilità rispetto alle zone a minore densità abitativa. 
  • Piattaforme online: siti web specializzati possono aumentare le possibilità di trovare clienti.
  • Combinazione linguistica: un traduttore tecnico specializzato in traduzioni inglese-italiano e viceversa, avrà più mercato ma molti competitors mentre un traduttore ungherese-italiano avrà meno mercato ma anche meno competitors.

In media, in Italia un traduttore tecnico freelance può guadagnare tra 25 e 50 euro all’ora, mentre i dipendenti di aziende possono percepire stipendi annui tra 30.000 e 60.000 euro.

Leggi anche: Prezzi traduzioni tecniche

Strumenti e risorse utili

Gli attuali strumenti tecnologici giocano ormai un ruolo chiave nel mondo della traduzione. L’uso di software avanzati può aumentare sensibilmente l’efficienza lavorativa, consentendo ai professionisti di gestire importanti volumi di lavoro senza intaccare la qualità del servizio offerto. I già citati strumenti CAT (Computer-Assisted Translation) possono realmente fare la differenza.

Investire nella propria formazione sull’utilizzo di questi strumenti può condurre a opportunità lavorative migliori e a stipendi più alti.

I CAT Tools sono in grado di creare memorie di traduzione molto voluminose e offrono una serie di vantaggi irrinunciabili per un traduttore professionista. Ecco i più rilevanti:

  • Analisi del testo e valutazione di ripetizioni, concordanze, ecc.
  • Garanzia di uniformità linguistica e terminologica
  • Creazione di glossari riutilizzabili per ciascun cliente o area tematica
  • Revisione
  • Esportazione nello stesso formato dell’originale
  • Calcolo rapido di numero cartelle, parole, battute, ecc. 

I Cat tools più diffusi sono: 

  • SDL Trados Studio: Per molti traduttori è il CAT per eccellenza.
  • Déjà Vu X3: utilizzato da più di 3.000 agenzie in tutto il mondo e da oltre 10.000 traduttori per la velocità con cui gestisce progetti voluminosi, per i glossari facilmente esportabili e per la facilità d’impiego.
  • MemoQ: molto utilizzato sia nella versione Classic che Pro. 
  • Wordfast: in grande ascesa per l’interfaccia intuitiva per l’elevata compatibilità con altri strumenti di traduzione assistita.

Conclusioni

Lavorare nel campo della traduzione tecnica è molto di più che convertire un testo da una lingua a un’altra: si tratta di un settore della traduzione in cui la conoscenza linguistica si coniuga con la competenza tecnica. Come abbiamo visto, le competenze necessarie per diventare traduttore tecnico possono essere acquisite in vari modi, tutti egualmente validi se sostenuti da passione, serietà e costanza.

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