Traduzione Casellario Giudiziale e Carichi Pendenti: Certificata e Giurata
Il certificato del casellario giudiziale e il certificato dei carichi pendenti sono i due documenti che la Procura della Repubblica rilascia sulla posizione giudiziaria di una persona: il primo riporta le condanne definitive iscritte a suo nome, il secondo i procedimenti penali ancora aperti. Espresso Translations li traduce in oltre 150 lingue secondo la norma ISO 17100:2015, con un secondo linguista che rilegge ogni file, a 0,10 € a parola oppure 30 € a pagina certificata fino a 250 parole con consegna in 24-48 ore; la traduzione asseverata in Tribunale costa 55 € a pagina e richiede 7-14 giorni lavorativi. Preventivo gratuito entro 1 ora.
Norma ISO 17100:2015
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Che cos’è la traduzione giurata del casellario giudiziale? È la traduzione integrale del certificato del casellario giudiziale o dei carichi pendenti rilasciato dalla Procura della Repubblica, asseverata dal traduttore davanti al cancelliere del Tribunale, che è la forma richiesta quando un’autorità o un datore di lavoro estero chiede un atto giurato. Espresso Translations lavora in oltre 150 lingue secondo la norma ISO 17100:2015, con un secondo linguista che rilegge ogni file, a 0,10 € a parola o 30 € a pagina certificata fino a 250 parole in 24-48 ore.
Che cosa comprende la traduzione del certificato del casellario giudiziale?




La combinazione più richiesta è il casellario giudiziale in inglese, ma un certificato penale tradotto in inglese non va bene per ogni destinazione: molti Paesi vogliono il documento nella propria lingua ufficiale, e in quei casi si traduce in francese, tedesco, spagnolo, portoghese, arabo, cinese, giapponese o russo. Espresso Translations copre oltre 150 lingue e, quando la scadenza è vicina, consegna in 24 ore con il servizio express senza rinunciare alla seconda rilettura.
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Get a Free QuoteQuali certificati della Procura della Repubblica traduciamo?
L’elenco qui sotto raccoglie i certificati che ci vengono chiesti più spesso per l’estero. Ogni documento viene tradotto per intero, timbri, diciture e righe vuote comprese, e torna con il certificato di accuratezza firmato dal traduttore; su richiesta con la relativa traduzione giurata.
Certificato generale del casellario giudiziale
È il documento che dal 2019 riassume gli ex certificati penale e civile. Riporta i provvedimenti penali definitivi a nome di una persona oppure, molto più spesso, la dicitura che nulla risulta: è il certificato penale, la «fedina penale» di cui parlano i bandi e i datori di lavoro. Per l’estero la forma più richiesta è la traduzione giurata, 55 € a pagina asseverata.
Certificato dei carichi pendenti
Il certificato di carichi pendenti elenca i procedimenti penali aperti a carico di una persona. Molte autorità straniere vogliono i due documenti insieme, perché il casellario giudiziale e il certificato dei carichi pendenti rispondono a due domande diverse: che cosa è stato deciso e che cosa è ancora in corso. Un ufficio che vuole un certificato che consenta la conoscenza dei procedimenti aperti non si accontenta del certificato generale.
Certificato civile e sanzioni amministrative
Il certificato civile riportava interdizioni, inabilitazioni e fallimenti, e dal 2019 è confluito nel certificato generale; resta distinto il certificato dell’anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato, che riguarda gli enti e non le persone fisiche. Quando una gara o una pratica societaria fuori dall’Italia lo mette in elenco, si traduce con lo stesso criterio del certificato penale.
Casellario giudiziale europeo e certificato multilingue
Per i cittadini degli Stati membri l’ufficio del casellario della Procura della Repubblica interroga anche il casellario giudiziale europeo, e l’attestazione compare sul certificato generale. Alcune Procure rilasciano il certificato su modulo multilingue: in quel caso conviene verificare con la destinazione se la traduzione serve ancora, perché il modulo copre le intestazioni e non il contenuto.
Documenti di identità che viaggiano con il certificato
Il certificato penale si presenta quasi sempre insieme a un documento di identità. Quando il passaporto o la carta d’identità sono scritti in un alfabeto non latino va tradotta la pagina anagrafica, e lo stesso vale per il permesso di soggiorno di chi vive in Italia con cittadinanza straniera.
Certificati di nascita, titoli di studio e documenti di lavoro
Una pratica consolare raramente contiene solo il casellario giudiziale: accanto arrivano il certificato di nascita, il titolo di studio e i certificati di servizio chiesti dal datore di lavoro. Mandarli nello stesso passaggio significa un preventivo unico e una sola data di consegna.
Per quali pratiche serve la traduzione del casellario giudiziale e del certificato dei carichi pendenti?
La traduzione del certificato penale viene chiesta ogni volta che un ufficio che non lavora in italiano deve leggere la posizione giudiziaria di una persona. Spesso la traduzione semplice non basta: il Paese straniero richiede una traduzione asseverata, cioè il giuramento che il traduttore presta davanti al cancelliere di un Tribunale, a un Giudice di Pace o a un notaio, e in certi casi anche la traduzione legalizzata con apostille. Quale forma occorra lo stabilisce l’ente che riceve il documento.
Pratiche consolari e domande di visto
I consolati mettono il certificato del casellario giudiziale tra i documenti della domanda di visto per lavoro, studio o ricongiungimento familiare, e pubblicano la forma che richiedono: traduzione certificata, traduzione asseverata oppure traduzione legalizzata. L’elenco dei documenti e la forma della traduzione li indica il consolato competente, non noi.
Cittadinanza e residenza all’estero
Nelle domande di cittadinanza e di permesso di residenza viene richiesta la traduzione di un certificato penale aggiornato, di norma emesso da meno di tre mesi, perché la posizione giudiziaria va fotografata al momento della domanda. Molte amministrazioni vogliono l’asseverazione con legalizzazione in Prefettura, oppure l’apostille per i Paesi aderenti alla Convenzione dell’Aia.
Assunzioni, concorsi e lavoro fuori dall’Italia
Un datore di lavoro fuori dall’Italia chiede spesso il certificato penale prima dell’assunzione, e lo stesso fanno i bandi di concorso e le agenzie che reclutano personale sanitario, scolastico o di sicurezza. Dopo aver richiesto il certificato penale e dei carichi pendenti a qualsiasi ufficio locale del casellario presso la Procura della Repubblica si può passare alla traduzione: le autorità straniere possono richiedere la traduzione ufficiale del certificato nella lingua del Paese di destinazione, e la forma la decide l’ufficio che riceve il fascicolo.
Iscrizione a ordini professionali e abilitazioni
Gli ordini professionali e gli enti che rilasciano abilitazioni — medici, infermieri, avvocati, insegnanti, guide turistiche — mettono il certificato del casellario giudiziale nel fascicolo di iscrizione. In questi casi serve di solito la traduzione asseverata del certificato del casellario, perché il fascicolo entra in un procedimento amministrativo e non in una selezione privata.
Adozioni, affidi e pratiche familiari
Le procedure di adozione internazionale chiedono il certificato penale e i carichi pendenti di entrambi i coniugi, con la traduzione giurata e l’apostille per il Paese di origine del minore. Lo stesso vale per gli affidi, per alcune licenze e per le pratiche in cui un tribunale straniero valuta l’idoneità di una persona: in questi fascicoli il certificato dei carichi pendenti deve essere recente, e lo dice il tribunale che lo esamina.
Quanto costa la traduzione del casellario giudiziale: a parola, a pagina e asseverata
Una traduzione certificata del certificato del casellario giudiziale costa 30 € a pagina fino a 250 parole, la traduzione semplice si calcola a 0,10 € a parola e la traduzione asseverata si conta a 55 € a pagina. Un certificato penale sta quasi sempre in una pagina, quindi il totale è prevedibile prima di ordinare, e lo stesso vale per il certificato dei carichi pendenti.
All’asseverazione si aggiunge la marca da bollo da 16 € che lo Stato applica ogni quattro facciate del verbale di giuramento: è un’imposta, non un nostro compenso, e per alcuni usi la legge prevede l’esenzione, che va richiamata nel verbale con gli estremi della norma. La legalizzazione, l’apostille e la spedizione cartacea comportano un costo extra, indicato nel preventivo prima di iniziare.
Una traduzione certificata di un certificato penale è pronta in 24-48 ore e la forma standard in 2-3 giorni lavorativi; con il servizio express si arriva a 24 ore. La traduzione giurata richiede 7-14 giorni lavorativi, perché il giuramento si presta di persona davanti al cancelliere e dipende dagli orari dell’ufficio asseverazioni del Tribunale.
Per il preventivo basta caricare la scansione e indicare la lingua di arrivo e l’ente a cui va consegnata la traduzione: la nostra agenzia di traduzioni risponde entro 1 ora e conferma il prezzo, la forma e la data di consegna prima dell’ordine.
Come si ottiene la traduzione giurata del casellario giudiziale in 4 passaggi?
Per ottenere il certificato del casellario giudiziale tradotto servono quattro passaggi — richiesta del certificato, preventivo, traduzione con rilettura, asseverazione e consegna — e la pratica si segue interamente da remoto, con delega a un familiare quando il certificato va ritirato in Italia.
Passaggio 1: ottenere il certificato in Procura
Il certificato del casellario giudiziale e il certificato di carichi pendenti vanno chiesti personalmente, o con delega, all’ufficio del casellario giudiziale presso la Procura della Repubblica di qualsiasi Tribunale, oppure online dal portale del Ministero della Giustizia. Al momento della richiesta conviene dichiarare che il certificato serve per uso estero, perché da questo dipende il timbro. Poi si carica la scansione in formato PDF, indicando la lingua di arrivo.
Passaggio 2: preventivo gratuito entro 1 ora
Il preventivo arriva entro 1 ora dalla ricezione della scansione e indica il numero di pagine, la forma della traduzione, il totale e la data di consegna prima che il lavoro cominci. Per un certificato penale il riferimento è 30 € a pagina certificata fino a 250 parole; segnala subito la scadenza se serve il servizio express in 24 ore.
Passaggio 3: traduzione, rilettura e asseverazione
Un traduttore madrelingua lavora sul certificato e un secondo linguista rilegge testo, numeri e impaginazione: è il doppio passaggio previsto dalla norma ISO 17100:2015, secondo la quale Espresso Translations opera. Se la destinazione vuole un atto giurato, il traduttore porta la traduzione in Tribunale per giurare la traduzione davanti al cancelliere, e il giuramento resta un atto personale di chi traduce.
Passaggio 4: consegna con il certificato di accuratezza
La traduzione torna in PDF firmato, con l’impaginazione del documento di partenza e il certificato che riporta nome e riferimenti completi del traduttore, la data, la lingua di partenza e di arrivo e la dichiarazione che il testo tradotto corrisponde al documento ricevuto. Con l’asseverazione restano uniti l’originale, la traduzione e il verbale di giuramento, con le marche da bollo previste; la copia cartacea si spedisce su richiesta.
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Traduzione certificata in 24-48 ore, standard in 2-3 giorni lavorativi, asseverata in 7-14 giorni lavorativi. Oltre 150 lingue. Norma ISO 17100:2015, con un secondo linguista su ogni file. 0,10 € a parola, 30 € a pagina certificata fino a 250 parole, 55 € a pagina asseverata. Preventivo gratuito entro 1 ora.
Get a Free QuoteChe cos’è la traduzione asseverata del casellario giudiziale e chi la esegue?
La traduzione asseverata, detta anche traduzione giurata, è la traduzione che il traduttore porta in Tribunale e giura davanti al cancelliere, firmando un verbale di giuramento che resta unito all’originale e alla traduzione. L’asseverazione si presta anche davanti a un Giudice di Pace o a un notaio. Serve perché l’atto risponda di sé: chi giura è una persona identificabile, che si assume la responsabilità della corrispondenza tra il testo tradotto e il certificato di partenza. In Italia non esiste un albo dei traduttori giurati, e ogni Tribunale segue la propria prassi: alcuni ammettono al giuramento soltanto chi è iscritto all’albo dei consulenti tecnici o al ruolo dei periti della Camera di Commercio.
Espresso Translations lavora con traduttori giurati che prestano il giuramento in Tribunale e offre servizi di traduzione giurata e di legalizzazione sui certificati della Procura. Il giuramento però resta un atto personale di chi traduce: quello status appartiene alla persona iscritta e non a una società, quindi nessuna agenzia — Espresso Translations compresa — può definirsi giurata. La notarizzazione è un passaggio distinto e non fa parte della traduzione certificata: si aggiunge solo quando l’ufficio di destinazione la chiede, come la legalizzazione in Prefettura e l’apostille. Quale forma occorra — semplice, certificata o asseverata — lo stabilisce sempre l’ufficio che riceve il documento.
Quando serve la legalizzazione della traduzione del certificato e quando basta l’apostille?
La legalizzazione e l’apostille non dicono nulla sulla qualità del lavoro: certificano la firma del pubblico ufficiale che ha ricevuto il giuramento, perché un ufficio di un altro Paese non ha modo di verificarla. Per gli Stati aderenti alla Convenzione dell’Aia basta l’apostille; per gli altri serve la legalizzazione ordinaria, con il timbro e poi il visto del consolato del Paese di destinazione. In Italia la Prefettura legalizza gli atti amministrativi, mentre degli atti giudiziari e notarili — e il verbale di giuramento è un atto giudiziario — si occupa la Procura della Repubblica presso il Tribunale.
Nella pratica due cose fanno la differenza. La prima: dire in Procura, quando si chiede il documento, che serve per uso estero, perché il timbro cambia a seconda dello Stato. La seconda: chiedere alla destinazione se vuole legalizzare il certificato originale, la traduzione giurata o entrambi, perché su questo le richieste non sono uniformi e un passaggio mancante rimanda indietro il fascicolo. Non sempre è sufficiente ottenere il certificato penale già legalizzato e poi fare una traduzione certificata: l’apostille apposta prima della traduzione è parte del documento e va tradotta anche lei.
Se l’ufficio estero chiede un’integrazione, che cosa si rimanda?
Si manda una risposta sola, entro la scadenza indicata, con tre cose dentro: la richiesta ricevuta, il certificato emesso dall’ufficio del casellario giudiziale nella lingua originale e la traduzione nuova con il suo certificato di accuratezza. Se la richiesta nomina l’asseverazione o l’apostille, quel passaggio va completato prima di rispondere, non promesso nella lettera.
La seconda richiesta nasce quasi sempre dall’oggetto, non dalla lingua. Un ufficio che chiede il certificato dei carichi pendenti non si accontenta del certificato generale del casellario; uno che vuole un documento emesso da meno di tre mesi non si accontenta di un certificato tradotto l’anno prima; uno che chiede l’apostille non la ricava da un timbro della Procura. Leggere la richiesta parola per parola costa meno che rifare il giro.
Mandaci la richiesta e il documento: la traduzione viene rifatta su quello che la richiesta nomina e torna con il certificato di accuratezza firmato, con l’asseverazione o l’apostille se servono. Se cambia il testo, tale traduzione viene portata nuovamente in Tribunale per un nuovo giuramento; se è cambiato il certificato, si traduce quello nuovo.
Quali altri servizi di traduzione certificata e giurata offre Espresso?
Questi servizi di traduzione vengono chiesti spesso insieme alla traduzione del casellario giudiziale e dei carichi pendenti.
- Per il certificato di nascita, che compare in quasi ogni pratica consolare accanto al certificato penale, vedi Traduzione Certificato di Nascita.
- Per diplomi, lauree e certificati di studio che accompagnano il casellario giudiziale nei concorsi e nelle iscrizioni, vedi Traduzione Titolo di Studio.
- Per i documenti di una domanda di cittadinanza, in cui il certificato penale non viaggia mai da solo, vedi Traduzione Documenti per la Cittadinanza.
- Per il permesso di soggiorno e gli altri documenti di chi vive in Italia con cittadinanza straniera, vedi Traduzione Permesso di Soggiorno.
- Per la patente richiesta insieme al certificato penale in molte pratiche di lavoro, vedi Traduzione Patente.
- Per l’asseverazione in Tribunale, la legalizzazione e l’apostille su qualsiasi documento, vedi Traduzione Giurata.
- Per tutti i servizi di traduzione certificata, compresi gli altri certificati personali, vedi Traduzione Certificata.
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Quali sono le domande più frequenti sulla traduzione del casellario giudiziale?
Come far tradurre il casellario giudiziale?
Prima si ottiene il documento, poi si traduce. Serve quindi ottenere il certificato del casellario giudiziale — da richiedere alla Procura della Repubblica, personalmente, con delega oppure online — e inviarne la scansione completa, timbri compresi. Il preventivo arriva entro 1 ora e indica la forma della traduzione, il prezzo e la data di consegna; da lì un traduttore madrelingua lavora sul testo e un secondo linguista lo rilegge accanto all’originale. Tradurre il certificato del casellario giudiziale in forma certificata costa 30 € a pagina fino a 250 parole con consegna in 24-48 ore; se la destinazione vuole un atto giurato si aggiunge l’asseverazione in Tribunale, 55 € a pagina e 7-14 giorni lavorativi.
Quanti tipi di casellario giudiziale ci sono?
Oggi la Procura della Repubblica rilascia tre certificati distinti: il certificato generale del casellario giudiziale, che dal 2019 riassume gli ex certificati penale e civile e che tutti chiamano certificato penale del casellario giudiziale; il certificato dei carichi pendenti, sui procedimenti ancora aperti; e il certificato dell’anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato, che riguarda gli enti. Il documento si trova scritto anche come casellario giudiziario, ed è la stessa cosa. Quale dei tre serva lo dice l’ufficio che lo chiede, e vale la pena farselo mettere per iscritto prima di ordinare la traduzione.
Dove si richiede il certificato penale?
All’ufficio del casellario presso le procure della Repubblica, in qualsiasi Tribunale italiano, indipendentemente dal luogo di nascita o di residenza. La richiesta si presenta personalmente con un documento di identità, oppure tramite delega scritta, oppure online dal portale del Ministero della Giustizia. Chi vive fuori dall’Italia può rivolgersi al consolato competente o delegare un familiare. Al momento della richiesta conviene dichiarare che il certificato serve per uso estero, perché da quello dipende il timbro che l’ufficio appone.
Come richiedere il certificato del casellario giudiziale online?
Il Ministero della Giustizia mette a disposizione la richiesta online del certificato casellario giudiziale, con accesso tramite identità digitale: si compila la domanda, si paga il diritto previsto e il certificato arriva in formato digitale. Per una pratica da presentare fuori dall’Italia conviene verificare prima con la destinazione se vuole il documento digitale o la copia cartacea con timbro, perché l’apostille e la legalizzazione si appongono su un supporto fisico. Una volta in mano il file, basta inviarcelo per avere il preventivo entro 1 ora.
Come richiedere il casellario giudiziale europeo?
Non si richiede a parte. Per un cittadino di uno Stato membro il casellario italiano interroga gli altri Stati dell’Unione e riporta sul certificato generale l’attestazione relativa alla sussistenza o meno di iscrizioni nel casellario giudiziale europeo: è lo stesso certificato, con quella riga in più. Chi ha vissuto in un Paese fuori dall’Unione deve invece chiedere il proprio certificato penale a quel Paese e farlo tradurre, perché il casellario italiano non lo contiene.
Come richiedere il casellario giudiziale multilingue?
Alcune Procure rilasciano il certificato su un modulo plurilingue, in cui le intestazioni compaiono in più lingue ma il contenuto resta in italiano. È utile, e raramente basta: affinché il certificato del casellario giudiziale sia leggibile dall’ufficio di destinazione occorre comunque la traduzione del testo, nella forma che quell’ufficio pubblica. Conviene chiedere alla Procura se il modulo plurilingue è disponibile e, in parallelo, chiedere alla destinazione se lo considera sufficiente: sono due informazioni che nessuna agenzia può dare al posto loro.
Qual è la differenza tra casellario giudiziale e carichi pendenti?
Il casellario giudiziale riporta le condanne definitive, cioè ciò che è stato deciso; il certificato dei carichi pendenti riporta i procedimenti penali ancora in corso, cioè ciò che è aperto. Sono due documenti con due uffici di rilascio coincidenti e due contenuti diversi, e per questo molte autorità li chiedono insieme. Quando la richiesta parla del casellario giudiziale o dei carichi pendenti senza precisare, conviene procurarsi entrambi: il certificato generale, così come il certificato penale nella sua versione corrente, non dice nulla sui fascicoli ancora aperti.
Quanto costa la traduzione giurata del certificato del casellario?
L’asseverazione si conta a 55 € a pagina, la traduzione certificata a 30 € a pagina fino a 250 parole e la traduzione semplice a 0,10 € a parola. All’asseverazione si aggiunge la marca da bollo da 16 €, che lo Stato applica ogni quattro facciate del verbale di giuramento, salvo i casi di esenzione previsti dalla legge e da richiamare nel verbale. Legalizzazione, apostille e spedizione cartacea sono voci a parte e compaiono nel preventivo gratuito, che arriva entro 1 ora e vale prima dell’ordine.
Quanto tempo ci vuole per una traduzione giurata?
Da 7 a 14 giorni lavorativi, perché il giuramento si presta di persona davanti al cancelliere e dipende dagli orari dell’ufficio asseverazioni del Tribunale, che in alcune sedi riceve su appuntamento. La traduzione certificata, che non passa dal Tribunale, è pronta in 24-48 ore; la forma standard richiede 2-3 giorni lavorativi e con il servizio express si arriva a 24 ore. Se alla traduzione giurata serve anche l’apostille o la legalizzazione, va contato il tempo dell’ufficio che la appone, che non dipende da noi.
La traduzione del casellario giudiziale ha una scadenza?
La traduzione no, il certificato sì. Molte amministrazioni chiedono un certificato emesso da non più di tre o sei mesi, quindi quando il documento invecchia non serve ritradurre: serve un certificato nuovo e, con quello, ottenere una traduzione del certificato aggiornato. Per questo conviene chiedere il certificato poco prima di presentare la pratica e non mesi prima. Se il nuovo certificato è identico al precedente il lavoro è rapido, ma resta una traduzione nuova, con una nuova attestazione e, dove serve, un nuovo verbale di giuramento.
Chi può fare le traduzioni giurate?
Il traduttore, in persona. In Italia non esiste un albo nazionale dei traduttori giurati: l’asseverazione si presta davanti al cancelliere di un Tribunale, a un Giudice di Pace o a un notaio, e ogni Tribunale segue la propria prassi — diversi ammettono al giuramento soltanto chi è iscritto all’albo dei consulenti tecnici o al ruolo dei periti della Camera di Commercio. Il giuramento è un atto personale di chi traduce: Espresso Translations lavora con traduttori giurati e cura la pratica, ma nessuna società può giurare al posto loro. Va aggiunto che molte destinazioni chiedono una traduzione certificata e non necessariamente asseverata: la traduzione ufficiale di un certificato, in quella forma, costa e dura meno.
Come si legalizza una traduzione?
La legalizzazione certifica la firma del pubblico ufficiale che ha ricevuto il giuramento, non la qualità del lavoro. Per gli Stati aderenti alla Convenzione dell’Aia basta l’apostille; per gli altri serve la legalizzazione ordinaria, con il visto del consolato del Paese di destinazione. In Italia la Prefettura legalizza gli atti amministrativi, mentre il verbale di giuramento è un atto giudiziario e di quelli si occupa la Procura della Repubblica presso il Tribunale. Chi ordina una traduzione casellario giudiziale per il Regno Unito, gli Stati Uniti o il Canada chiede di solito il certificato del casellario in inglese e i carichi pendenti in inglese, con apostille sul verbale: quale combinazione serva lo pubblica l’autorità che riceve il fascicolo.











